Comunicato stampa dell’associazione “Dalle Ande agli Appennini”

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE “DALLE ANDE AGLI APPENNINI”
GIORNO LUNEDI’ 26 GENNAIO 2015 ORE 12:00 CONFERENZA PRESSO LA SALA STAMPA DEL TRIBUNALE DI MILANO SULL’INCREDIBILE E GROTTESCO PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI MILANO SU MANUEL T., SUA MADRE LARA T. E SUA NONNA RITA A.Per informazioni tel. 333 463 7025

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NEL CORSO DELLA CONFERENZA SARA’ ESPRESSO UN GIUDIZIO SULLA GRAVISSIMA DECISIONE PRESA IN CAMERA DI CONSIGLIO IL 3 DICEMBRE 2014 DI ALLONTANARE IL PICCOLO MANUEL DALLA MADRE LARA T. SARA’ LETTA UNA NOSTRA LETTERA APERTA AL PAPA SUL COMPLETO CAPOVOLGIMENTO DEI PIU COMUNI VALORI DELLA MATERNITA’ PARTE DEI PROTAGONISTI ISTITUZIONALI DI QUESTA VICENDA

Il 3 dicembre 2014 il Collegio Giudicante del Tribunale per i Minorenni di Milano in merito al
procedimento per la dichiarazione di adottabilità del piccol Manuel T. di 1 anno e mezzo di età, ha emesso due decreti:
– un Decreto non Provvisorio con il quale ha rigettato la memoria che l’associazione “Dalle Ande
agli Appennini”, in difesa dei diritti di Manuel, di sua mamma Lara T. e di sua nonna Rita A., aveva presentato nella cancelleria del Tribunale per i Minorenni il 5 agosto 2014; – un Decreto Provvisorio con il quale ha deciso di allontanare il piccolo Manuel anche dalla mamma Lara T., oltre che dalla nonna Rita A.

GLI ANTEFATTI DEI DUE DECRETI DEL 3 DICEMBRE 2014
Da 2 anni e mezzo un insieme di gravi avvenimenti, sia sociali che processuali, perseguitano la  Signora Lara T., sua madre Rita A., nonché, di riflesso, anche il suo piccolo figlio Manuel nato il 5 giugno 2013.

Elenchiamo qui di seguito i principali di questi avvenimenti.

-Luglio del 2012 – La scelta della Signora Lara di essere una donna

Tutto ha inizio quando la Signora Lara T., seguita dal CPS – Centro Psico-Sociale di Corsico, facente parte del DSM – Dipartimento di Salute Mentale dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, decide di non prendere più lo psico-farmaco neurolettico (significa Neuroparalizzante) Abilify, prescrittole dal suo psichiatra curante Dott. Di Lello, in modo da potere iniziare, nel pieno possesso delle proprie facoltà fisiche e mentali, una relazione sentimentale con un uomo conosciuto attraverso un’agenzia matrimoniale. Questa persona interromperà la relazione nel mese di novembre, alla notizia della gravidanza della Signora Lara.

Settembre 2012 – 7 ottobre 2013 – La scelta della Signora Lara di essere una buona madre
Questa decisione della Signora di non prendere farmaci neuroparalizzanti, apertamente disapprovata dal suo medico curante, viene mantenuta ferma con ammirevole forza d’animo e determinazione anche in seguito, dapprima, quando si è trovata in stato di gravidanza, per difendere la salute del bimbo che aveva in grembo e successivamente, dopo la nascita di Manuel, per preservare intatte le sue capacità di neo-mamma nel suo accudimento.
18 dicembre 2012 – Inizia l’ASSEDIO PSICHIATRICO ordito dal Dott. Di Lello contro la
Signora Lara. Nella relazione clinica che invia il 6 giugno 2013 al Sevizio Sociale dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, dove la Signora Lara è in attesa del parto, dichiara che 18 dicembre 2012 era venuto a sapere che la Signora Lara aspettava un bambino e che la stessa “mi annunciava che non sarebbe più venuta al CPS perché “lo sanno tutti che in gravidanza i farmaci fanno male”.
Il Dott. Di Lello allora organizza una vasta (e per Lara soffocante) rete sociale di controllo intorno a lei, affinchè gli riferisse periodicamente i suoi comportamenti.
I componenti di questa rete sono: la ginecologa del Consultorio di Cesano Boscone, la ginecologa del Consultorio di Assago, i volontari della cooperativa “Fareassieme”, le volontarie del “Club Corsico”, la referente del servizio AFOL per gli inserimenti lavorativi, il prete della parrocchia del Quartiere Tessèra di Cesano Boscone, più altri non specificati.
6 giugno 2013 – Il Dott. Di Lello prescrive alla Signora Lara in stato di gravidanza i farmaci
Citalopram e Abilify.
Il Dott. Di Lello, nella sua relazione clinica inviata il 6 giugno 2013 al Sevizio Sociale
dell’Ospedale San Giuseppe di Milano dove la Signora Lara è in attesa del parto dichiara di avere prescritto alla propria paziente Lara T. in stato di gravidanza Citalopram, 40 mg al dì, e
Aripiprazolo, 20 mg al dì. L’Aripiprazolo è il principio attivo del farmaco Abilfy.

7 ottobre 2013 – L’illegittimo ASO contro la Signora Lara
Il medico curante Dott. Di Lello, prendendo a pretesto un litigio tra la Signora Lara e sua madre,
chiede e ottiene contro la Signora Lara ASO – Accertamento Sanitario Obbligatorio del tutto privo delle motivazioni di legge, provocando in questo modo il ricovero della Signora Lara nell’SPDC dell’Ospedale San Carlo Borromeo.
Il Vice comandante e l’agente della Polizia Locale di Cesano Boscone che hanno avuto l’incarico di trasportare la Signora Lara all’Ospedale San Carlo in regime di ASO, rimasti stupiti per le
condizioni del tutto normali della Signora, che non necessitavano certo di alcun provvedimento
contro la sua volontà, si sono sentiti in dovere di rilasciare una dichiarazione scritta, in cui attestano tali condizioni di normalità della Signora.

7 – 15 ottobre 2013 – Il terribile ricovero in SPDC
Durante il ricovero gli psichiatri del reparto allo scopo di piegare con la forza lo strenuo rifiuto della Signora Lara ad assumere un farmaco neuroparalizzante, che avrebbe prodotto l’immediata interruzione dell’allattamento del figlio Manuel di 3 mesi e mezzo, chiedono e ottengono contro di lei un illegittimo TSO – Trattamento Sanitario Obbligatorio: 5 infermieri le balzano addosso per legarla mani e piedi in un letto di contenzione e le fanno un’iniezione del farmaco neuroparalizzante Serenase. Il giorno della dimissione le fanno un’iniezione ‘depot’ (iniezione a lunga azione) delfarmaco neuroparalizzante Risperdal.

25 ottobre 2013 – La Signora Lara denuncia i suoi psichiatri curanti
La Signora Lara viene a sapere dal Dott. Di Lello che anche a casa dovrà continuare a fare ogni 14 giorni l’iniezione ‘depot’ Risperdal. Di fronte alla paurosa prospettiva di dover continuare a
soggiacere alla forte sedazione indotta dal farmaco, che rallenta i suoi riflessi, le toglie lucidità ed energia fisica, impedendole in questo modo di accudire al meglio il piccolo Manuel, di fronte al pericolo che possa ripetersi il terribile ricovero in SPDC, la Signora Lara si spaventa e con la madre chiede aiuto alla Polizia Locale di Cesano Boscone, raccontando quanto le è capitato in ospedale. La Polizia Locale la invita a sporgere una denuncia ai Carabinieri.

Il 25 ottobre 2013 la Signora Lara T. presenta un esposto-denuncia ai Carabinieri di Cesano
Boscone nei confronti dei medici del CPS (ovvero del Dott. Di Lello) e di quelli dell’SPDC del San
Carlo.

29 ottobre 2013 – La Signora Lara incarica un avvocato di fiducia
La Signora Lara al fine di essere aiutata nel difendere i suoi diritti di madre e i diritti del piccolo Manuel, incarica un avvocato. Sono oltre quindici mesi che, tranne la settimana di terribile ricovero in SPDC, non prende più farmaci neuroparalizzanti e si sente bene: non comprende pertanto perchè dovrebbe essere obbligata a prenderli proprio ora che il suo bambino ha più bisogno delle sue cure.

30 ottobre 2013 – Il Dott. Di Lello apprende di essere stato denunciato dalla sua paziente
La Signora Lara si reca alla visita programmata del dott. Di Lello accompagnata dal suo avvocato. L’avvocato comunica allo psichiatra che la sua paziente Lara lo ha denunciato per l’ASO subito e ha denunciato anche i suoi colleghi dell’SPDC per i gravi abusi subiti durante il ricovero. L’avvocato gli annuncia anche che per quel giorno la Signora Lara non farà l’iniezione di Risperdal.
Il Dott. Di Lello, allora, fissa una ulteriore visita con la sua paziente per il 6 novembre 2013, per
poterle fare l’iniezione di Risperdal.

5 novembre 2013 – Il fax che scatena l’ira del Dott. Di Lello
L’avvocato di fiducia della Signora Lara manda un fax al Dott. Di Lello pregandolo di spostare ad
altra data l’appuntamento per l’indomani, perchè non è ancora riuscito ad avere materialmente la cartella clinica del ricovero della Signora Lara per comprendere meglio cosa è effettivamente
avvenuto durante il ricovero in SPDC.
La reazione del Dott. Di Lello a questo fax è immediata, irritata, clamorosa: si mette subito a
scrivere una segnalazione ‘URGENTE’ (la scrive proprio così, con tutte le lettere in maiuscolo) al
Tribunale per i Minorenni di Milano per chiedere un intervento ‘URGENTE’ contro la Signora
Lara.

6 novembre 2013 – Le assurde motivazioni addotte nella segnalazione ‘URGENTE’
Il Dott. Di Lello invia la segnalazione ‘URGENTE’ al Tribunale per i Minorenni di Milano con
queste incredibili motivazioni: “si riterrebbe auspicabile un URGENTE intervento da parte di
codesta Autorità Giudiziaria volto a disporre in termini cogenti le terapie e le visita domiciliari da
parte di infermieri e educatori, o a rivalutare l’opportunità di un inserimento della paziente in
idonea struttura residenziale madre-bambino”.
Tale richiesta appare del tutto paradossale e priva di ogni senso logico, in primo luogo perchè l’avvocato di fiducia di Lara con il suo fax si è limitato a chiedere solo uno spostamento della visita dell’assistita Lara con il Dott. Di Lello, in secondo luogo perchè nelle tre pagine di questa segnalazione il Dott. Di Lello non fa alcun accenno al piccolo Manuel né tantomento al benchè minimo episodio di trascuratezza o di disattenzione nei suoi confronti da parte della madre o della nonna; in terzo luogo perchè in questa segnalazione, che ricostruisce gli ultimi due anni della vita della Signora Lara, il Dott. Di Lello addirittura dichiara che le discrete condizioni psichiche che ha riscontrato nella sua paziente durante la gravidanza oltre ad essersi confermate anche dopo la nascita di Manuel hanno avuto anche “un miglioramento tale da suggerire la presenza di discrete capacità genitoriali, per quanto necessitanti di continuo supporto da parte della madre”.

6 novembre 2013 – Le nascoste motivazioni della segnalazione ‘URGENTE’
L’insensatezza formale e sostanziale di questa richiesta ‘URGENTE’ di intervento al Tribunale per
i Minorenni contro la Signora Lara T., non riesce a nascondere le vere motivazioni che l’hanno
provocata:
– la forte irritazione dello psichiatra Di Lello per la resistenza della sua paziente alla sua
imposizione di farmaci neuroparalizzanti,
– la forte irritazione per la decisione della sua paziente di denunciare lui e i suoi colleghi
dell’SPDC,
– la forte irritazione per la decisione della sua paziente di farsi assistere da un avvocato.
Per il Dott. Di Lello il Tribunale per i Minorenni viene interpretato alla stregua di una sorta di
‘martello’ per punire la scandalosa ribellione della sua paziente.

19 novembre 2013 – Il PM Fiorillo scambiando ‘lucciole per lanterne’ fa una richiesta assurda
al Tribumale per i Minorenni.
In risposta a questa segnalazione ‘URGENTE’ il PM Annamaria Fiorillo ignora del tutto le richieste
avanzate dal Dott. Di Lello, ignora del tutto le risultanze dell’accertamento domiciliare chiesto alla Polizia Locale di Cesano Boscone, non si informa minimamente sulla reale situazione della Signora Lara e, quindi, assurdamente chiede al Tribunale per i Minorenni l’apertura del procedimento di dichiarazione dello stato di adottabilità del piccolo Manuel T., in quanto secondo lei emerge uno “stato di abbandono morale e materiale” del minore, arrivando a propone addirittura un durissimo provvedimento di allontanamento immediato dalla madre e dalla nonna di Manuel!

21 novembre 2013 – Il provvedimento del Presidente del Tribunale per i Minorenni accoglie le
assurde proposta del PM Fiorillo
Il Presidente del Tribunale per i Minorenni accoglie in pieno le assurde proposte del PM Fiorillo ed emette un provvedimento sull’allontanamento del piccolo Manuel dalla mamma e dalla nonna, disponendo che copia dello stesso sia notificato alla madre in busta chiusa per tramite della Polizia Locale di Cesano Boscone.

22 novembre 2013 – Esplode l’indignazione della Polizia Locale di Cesano Boscone
Il provvedimento, nell’istante in cui arriva a Cesano Boscone, provoca un’ondata di immediata,
trasecolata e indignata ribellione da parte Polizia Locale, che si rifiuta di consegnare la copia del
provvedimento alla Signora Lara: agli sbigottiti agenti dev’essere sembrato davvero troppo se,
dopo aver eseguito un ASO ingiustificato contro la Signora Lara T. e dopo aver appreso gli abusi da lei subiti in SPDC, ora debbano addirittura portarle via il piccolo Manuel!

27 novembre 2013 – Seconda segnalazione Al Tribunale per i Minorenni del Dott. Di Lello
La ferma presa di posizione della Polizia Locale di Cesano Boscone, non rimane senza risultato.
Il provvedimento viene sospeso e il 27 novembre 2013, il Dott. Di Lello si vede costretto a inviare al tribunale per i Minorenni una “integrazione e aggiornamento” alla “segnalazione URGENTE” del 6 novembre, in cui chiede che la Signora Lara e il piccolo Manuel vengano collocati insieme in una comunità madre-bambino.

3 dicembre 2013 – Il Tribunale per i Minorenni emette un abnorme Decreto Provvisorio
Il Tribunale per i Minorenni riunito in Camera di Consigli emette un Decreto Provvisorio che
cambia solo in parte il provvedimento del Presidente, disponendo che la Signora T. sia ‘collocata’ in una comunità madre-bambino insieme al figlio Manuel, per esservi sottoposta ad ‘osservazione’ sia da parte delle operatrici della comunità, che da parte delle Consulenti Tecniche d’Ufficio. Il Tribunale, però, non solo continua a mantenere aperto l’assurdo procedimento di adottabilità del piccolo Manuel per un suo inesistente “stato di abbandono morale e materiale”, ma dispone l’allontanamento immediato del piccolo Manuel dalla madre “nel caso la stessa non collaborasse con i servizi anche rispetto alla presa in carico presso il CPS ed alla regolare assunzione della terapia psicofarmacologica prescritta”.

3 dicembre 2013 – Le inaccettabili anomalie giuridiche contenute nel Decreto Provvisorio del
Tribunale per i Minorenni
In questo particolarissimo ‘processo’, in cui la Signora Lara è venuta malauguratamente a trovarsi per le accuse che le ha mosso contro dal CPS di Corsico, il Tribunale per i Minorenni dispone che l’accusata debba necessariamente essere presa in carico dal suo principale accusatore, pena l’allontanamento immediato del figlio dell’accusata, in spregio ai più elementari principi del ‘giusto processo’!
Ma non basta. Essendo uno dei fondamenti dell’accusa il rifiuto dell’accusata di assumere psicofarmaci prescritti dal CPS di Corsico perchè ritenuti nocivi per le sue capacità genitoriali, il Tribunale per i Minorenni dispone che l’accusata debba obbligatoriamente assumere gli psicofarmaci prescritti dal suo principale accusatore, pena l’allontanamento immediato del figlio.
Questa bizzarra logica giuridica risulta ancora più bizzarra, fino a sconfinare nel grottesco
antigiuridico, se si scopre che gli psicofarmaci prescritti dal CPS di Corsico sono farmaci psicoattivi neurolettici, detti anche neuroplegici o neuroparalizzanti, il cui effetto chimico principale è quello di un’azione deprimente sull’attività mentale e motoria: azione chiamata comunemente ‘sedazione’.
Ovvero il Tribunale per i Minorenni nel momento in cui obbliga la Signora Lara ad essere
sottoposta a osservazione delle sue capacità genitoriali, in modo da decidere se le si debba togliere il figlio o meno, la obbliga contemporaneamente ad assumere psicofarmaci notoriamente limitanti le capacità genitoriali di chicchessia, che le prescrive il, suo principale accusatore!
E’ evidente che le disposizoni di questo decreto aprono la strada alle più impensabili violazioni dei diritti umani, civili e giuridici della Signora Lara e del suo bambino. Purtroppo è esattamente questo che avverrà.

9 dicembre 2013 – Manuel e la mamma vengono allontanati dalla loro casa e dalla nonna Rita
Il 9 dicembre 2013, in esecuzione del Decreto del Tribunale per i minorenni, la Signora Lara e il
piccolo Manuel vengono allontanati dalla loro casa e dalla Signora Rita per essere ‘collocati’ nella comunità madre-bambino “lacasadielena”, dove verranno osservate le capacità genitoriali della Signora Lara sia dalle operatrici della comunità che dalle Consulenti Tecniche d’Ufficio.
La signora Lara e suo figlio vengono accolti con cordialità dalle operatrici della comunità, che si
congratulano con lei per la simpatia e l’allegria del piccolo Manuel.

18 dicembre 2013 – In una conferenza stampa l’associazione “Dalle Ande agli appennini”
rivela che i farmaci prescritti dal Dott. Di Lello alla sua paziente in stato di gravidanza erano
nocivi al feto.
L’associazione “Dalle Ande agli appennini”, che dall’11 novembre 2013 tutela gli interessi umani
di Manuel, di sua mamma Lara e di sua nonna Rita, il 18 dicembre 2013 indice una conferenza
stampa presso la sala stampa del Tribunale di Milano, per denunciare pubblicamente gli abusi subiti dalla Signora Lara T. nei suoi rapporti con il CPS di Corsico e il reparto SPDC del San Carlo
Borromeo.
Nella conferenza viene rivelato che leggendo le note tecniche (i bugiardini) dei due farmaci che il Dott. Di Lello aveva dichiarato di prescrivere alla sua paziente Lara quando era in gravidanza, ossia Citalopram e Abilfy, si scopre che entrambi sono vietati in gravidanza (come anche durante l’allattamento) perchè nocivi al feto.
Ovvero viene rivelato che nell’aspro conflitto che ha contrapposto il Dott. Di Lello alla Signora
Lara, la paziente aveva completamente ragione a rifiutarsi di prendere i farmaci prescritti e lo
psichiatra ‘curante’ aveva completamente torto nel prescriverli!
Il Dott. Di Lello nella sua segnalazione ‘URGENTE’ era arrivato a scrivere che quando la Signora
Lara era in gravidanza aveva mostrato “l’evidenza clinica di una discreta riaccensione
dell’interpretatività persecutoria nei confronti dello scrivente, colpevole a suo giudizio di volerle
vessatoriamente prescriverle dei farmaci “che tutti sanno che non si possono prendere in
gravidanza”.
Le rivelazioni della conferenza stampa del 18 dicembre 2013 avranno come effetto di provocare in questa vicenda una serie di fatti inspiegabili e paradossali.
L’INGRESSO DI MANUEL E DELLA SUA MAMMA NELLA “CASADIELENA” SEGNA L’INIZIO UN VERO E PROPRIO INCUBO METAFISICO
Indichiamo qui di seguito sinteticamente i passi di questo incubo metafisico che si è configurato
come una vera e propria persecuzione della Signora Lara ‘collocata’ nella “casadielena” insieme al piccolo Manuel.

1° atto
Il 9 dicembre 2012, giorno di ingresso Signora Lara nella comunità la ‘casadielena’ dove verrà
osservata 24 ore su 24, il CPS le impone una terapia quotidiana del farmaco neuroparalizzante
Risperdal gocce.
2° atto
il 19 dicembre 2013, ovvero il giorno dopo la conferenza stampa della nostra associazione, il CPS di Corsico decide repentinamente di cambiare la modalità di assunzione del farmaco neurolettico Risperdal, imponendole, incredibilmente, quella dell’iniezione ‘depot’: la Signora Lara, già sopita da 10 giorni di terapia neurolettica orale, viene così avviata verso un imponente stato di sedazione psicofisica.
3° atto
Il 19 dicembre 2013, ovvero il giorno dopo la conferenza stampa della nostra associazione, le
operatrici della ‘casadielena’ si prestano a fornire un grottesco alibi al CPS desideroso di imporre la modalità ‘depot’ del Risperdal, dichiarando che non possono sorvegliare la Signora Lara che prende la sera le gocce di Risperdal, perchè si tratta di una operazione sanitaria che esula dalle loro competenze!
Dal 19 dicembre 2013, inoltre, operatrici della ‘casadielena’cambiano repentinamente il loro
atteggiamento nei confronti della Signora Lara, la cordialità dei primi 10 giorni viene sostituita daun atteggiamento distante e ostile.
4° atto
Il CPS impone alla signora Lara, ‘osservata’, 24 ore su 24 dalle operatrici della ‘casadielena’,
anche il farmaco antidepressivo CITALOPRAM, sconsigliato per i pazienti che hanno avuto
comportamenti o penieri suicidari, come è avvenuto a Lara negli anni dell’adolescenza.
5° atto
Il soffocante ‘pressing’ nei confronti della Signora Lara, ‘osservata’, 24 ore su 24, messo in atto
dalle operatrici della ‘casadielena’, che non tengono affatto conto dello forte stato di sedazione
chimica della Signora Tanzel.
6° atto
Il 30 luglio 2014 viene depositata in cancelleria del Tribunale per i Minorenni la Consulenza
Tecnica d’Ufficio, ovvero l’apoteosi, il culmine della persecuzione in atto contro le signore Lara e
Rita e il piccolo Manuel. Una CTU assurda che ignora le più elementari procedure delle indagini
tecnico-scientifiche.
7° atto
Il 3 dicmbre 2014 Tribunale per i Minorenni emette i decreti sul rigetto della memoria
dell’associazione “Dalle Ande agi Appennini” e sull’allontanamento del piccolo Manuel dalla sua
mamma Lara.

Se si vuole approfondire la conoscenza delle complesse e straordinarie vicende della Signora Lara T., di suo figlio Manuel T. e della Signora Rita A., alleghiamo al presente comunicato una serie di nostre approfondite considerazioni che commentano i numerosi documenti, segnalazioni, cartelle cliniche, relazioni cliniche, ordinanze, relazioni peritali, decreti provvisori che i tanti attori istituzionali hanno scritto sul conto della famiglia di Manuel.
Accanto a questi commenti abbiamo aggiunto anche le testimonianze di alcune persone, tutte
impegnate nel volontariato cattolico, che conoscono molto bene il piccolo nucleo familiare di
Manuel, perché ne costituiscono una parte importante del contesto sociale e amicale.
Queste persone, che hanno gioito e si sono rallegrate nel vedere con quanto affetto e cura la mamma e la nonna accudivano il piccolo Manuel, sono poi rimaste allibite, incredule e sgomente di fronte ai comportamenti impietosi e assurdi dei servizi psico-sociali e psichiatrici pubblici nei confronti di una madre e di una nonna, il cui unico loro peccato sembra essere stato quello di amare troppo il piccolo Manuel.
E sono rimaste ancor più allibite, incredule e sgomente di fronte ai decreti provvisori del Tribunale per i Minorenni che quei comportamenti impietosi e assurdi hanno di fatto coperto, giustificato, aggravato.

IL COLLEGIO GIUDICANTE DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI MILANO
RIGETTA LA MEMORIA DELL’ASSOCIAZIONE “DALLE ANDE AGI APPENNINI”
2.1 – I contenuti del Decreto non Provvisorio del 3 dicembre 2014
Con questo Decreto non Provvisorio il Collegio Giudicante del Tribunale per i Minorenni dopo aver ritenuto che: – al Presidente dellʼAssociazione Dalle Ande agli Appennini devʼessere negato ogni diritto di visionare ed estrarre copia di documenti o atti del fascicolo per carenza di legittimazione e per evidenti ragioni di tutela del superiore interesse del minore come del resto desumibile dal testo normativo che allʼart, 10, comma secondo, sella legge 4 maggio 1983 n, 184, come novellato dalla legge 28 marzo 2001 n. 149, dispone che solo i genitori possano partecipare a “tutti” gli accertamenti disposti dal Tribunale. (Sul punto il Collegio non può non esprimere stupore e preoccupazione per la evidente piena coscienza degli atti del giudizio da parte di tale soggetto attesi i contenuti delle osservazioni svolte nellʼatto di intervento).
pronuncia le proprie decisioni in via urgente e con effetto immediato.
Il Collegio Giudicante dichiara: – definitivamente inammissibile lʼintervento del Presidente dellʼassociazione Dalle Ande agli Appennini in data 5 agosto 2014 nel presente procedimento
rigetta: – ogni istanza e copia degli atti
dispone: – che a cura della cancelleria sia espunto dal fascicolo lʼintervento in data 5 agosto 2013 ed ogni istanza o memoria.
In questo Decreto non Provvisorio sono presenti alcune imprecisioni.
Una prima imprecisione: Giorgio Pompa non é il presidente dell’associazione “Dalle Ande agli
Appennini”, il presidente è la Signora Loly Morocho.
Il Collegio Giudicante nel citare il testo normativo contenuto nel secondo comma dell’art. 10 della legge 4 maggio 1983 n. 184, da cui desume la presunta inammissibilità di qualsivoglia intervento della nostra associazione nel procedimento per carenza di legittimazione, aggiunge un avverbio che nel suddetto comma non c’è: l’avverbio ‘solo’. Ovvero nel comma non è scritto che solo i genitori (e in mancanza, i parenti entro il quarto grado che abbiano rapporti significativi con il minore) possano partecipare a “tutti” gli accertamenti disposti dal Tribunale; oltre ad essi naturalmente può partecipare anche l’avvocato o gli avvocati difensori, e non ci sembra che nella medesima legge venga esplicitamente fatto divieto ad un’associazione che difenda gli interessi dei genitori la possibilità di affiancare l’avvocato difensore nella sua opera di difesa.

Nel decreto inoltre vi è un’affermazione non veritiera: non è affatto vero che la nostra associazione abbia mai chiesto di ‘visionare ed estrarre copia di documenti o atti del fascicolo’.
Se siamo entrati in possesso dei documenti degli atti del fascicolo questo è avvenuto solo perchè le nostre assistite, le Signore Lara T. e Rita A. hanno ritenuto importante consegnarci i documenti e gli atti del fascicolo in loro possesso, per permetterci di difenderle al meglio dall’insensata persecuzione di cui sono oggette da tempo.
Non vorrà certo il Collegio Giudicante impedire alla madre e alla nonna di Manuel di farci prendere ‘piena coscienza’ degli atti per mezzo dei quali il loro amatissimo Manuel sta per esseredefinitivamente e incredibilmente allontanato da loro!
Il passo, però, di questo Decreto non Provvisorio, Urgente e Definitivo che noi consideriamo di
gran lunga il più significativo è senz’altro quello racchiuso tra parentesi appena prima delle
decisioni:
Sul punto il Collegio non può non esprimere stupore e preoccupazione per la evidente piena
coscienza degli atti del giudizio da parte di tale soggetto attesi i contenuti delle osservazioni svolte nell’atto di intervento

Abbiamo appena spiegato come lo ‘stupore’ del Collegio Giudicante per la evidente piena
coscienza degli atti del giudizio da parte nostra sia destituita di fondamento.
Ci preoccupa, invece, la ‘preoccupazione’ del Collegio Giudicante: la segretezza degli atti
processuali è un concetto che nella storia delle procedure processuali europee è stato introdotto dai tribunali dell’Inquisizione contro le eresie.
Se l’allontanamento di un piccolo bambino dalla propria madre e dalla nonna si configura come un provvedimento profondamente ingiusto, emesso al prezzo di gravissime omissioni di fatti di grande importanza per la decisione, le ‘evidenti ragioni di tutela del superiore interesse del minore’ si salvaguardano anche con la denuncia pubblica di tali gravissime omissioni.
Naturalmente avremmo preferito che il Collegio Giudicante accogliesse l’istanza presentata dalla nostra associazione.
In realtà, però, uno degli obiettivi principali che ci eravamo ripromessi con quella presentazione è stato comunque raggiunto. Questo obiettivo era quello di far conoscere al Collegio Giudicante
alcuni documenti e avvenimenti di grande importanza ai fini del procedimento e che tuttavia in esso sono stati sono stati colpevolmente ignorati. Ci riferiamo ai principali eventi relativi al grave conflitto esploso tra la psichiatria del San Carlo Borromeo e la Signora Lara T. Ci riferiamo alla relazione del 6 giugno 2013 inviata dal Dott. Di Lello all’Ospedale San Giuseppe in cui è scritta la sua prescrizione alla Signora Lara in stato di gravidanza di due farmaci nocivi al feto. Ci riferiamo al vergonoso ricovero della Signora Lara all’SPDC del San Carlo. Ci riferiamo alla denuncia di quest’ultima alla magistratura per gli abusi subiti dai suoi medici curanti.
Ebbene la parte finale della già citata frase tra parentesi del Decreto non Provvisorio, ‘attesi i
contenuti delle osservazioni svolte nell’atto di intervento’, ci ha dato piena conferma che quel
nostro obiettivo è stato raggiunto: il Collegio Giudicante ha letto attentamente la nostra memoria, ne ha preso piena coscienza.

Il Collegio Giudicante del Tribunale dei Minori di Milano al momento della sua decisione definitiva non potrà ripararsi dietro l’alibi di non aver mai saputo che il reale motivo del ricorso al Tribunale per i Minorenni da parte del CPS di Corsico vada ricercato proprio nel grave conflitto esploso tra gli psichiatri curanti della Signora Lara T. e quest’ultima.

IL COLLEGIO GIUDICANTE DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI
HA PRESO LA GRAVISSIMA DECISIONE
DI ALLONTANARE IL PICCOLO MANUEL DALLA MADRE LARA T.

In merito all’atmosfera di uno di quegli incontri di ‘osservazione’, quello in cui ha partecipato la
Signora Rita, riportiamo qui la sua testimonianza:
“L’incontro è avvenuto nel soggiorno della comunità: lungo una parete stavano sedute, una a
fianco all’altra, la psichiatra di parte*, una delle psichiatre d’ufficio e una terza signora** che
prendeva appunti su di un computer portatile; per tutta la durata dell’incontro le tre donne sedute sono rimaste in silenzio ad osservarci con attenzione. Su di un divano eravamo sedute a turno io o Lara quando non stavamo col bambino. Al centro della stanza su un grande tappeto stava Manuel con me o con Lara quando era il nostro turno di sederci sul tappeto insieme a lui. La consulente neuropsichiatra infantile si spostava continuamente dal divano al tappeto quando veniva dare indicazioni a me o a Lara. Sia io che Lara eravamo molto tese, preoccupate di non fare passi falsi, di non commettere errori, perché sapevamo che se li avessimo fatti, le psichiatre che ci stavano osservando avrebbero potuto decidere di toglierci Manuel. Quando é toccato a me stare con Manuel sul tappeto ho sentito una forte emozione e avrei voluto abbracciarlo forte, ma non l’ho fatto perché avevo paura di sbagliare. Io e Lara ci sentivamo in difficoltà perché cercavamo continuamente di capire come dovevamo comportarci, cosa si aspettavano da noi le psichiatre che ci stavano osservando con attenzione”.
______
(N.D.R.
* La Signora Rita si riferiva alla psichiatra nominata come consulente di parte, il cui incarico è stato revocato il 4 luglio 2014 dalla Signora Lara, non appena l’ultimo difensore, l’Avv. Cristina, ha iniziato il suo lavoro.
** Si trattava della psicologa che ha “somministrato’ il test di Rorschach alla Signora Lara.)

Orbene nel resoconto dei colloqui con le Signore Lara T. e Rita A. presenti nella relazione peritale della CTU mancano del tutto i dati di indagine osservati e raccolti nel corso dei colloqui!
Nel capitolo “La Signora Lara T.” la CTU abbonda in valutazioni di comportamenti della Signora
Lara ritenuti insufficienti, negativi, patologici senza mai esplicitare quali siano i concreti dati
indagine raccolti dai quali abbia tratto tali valutazioni.
Cosicchè tutti questi giudizi psicopatologici rimangono del tutto indimostrati: questi giudizi più che valutazioni argomentate di un consulente tecnico, sono tutt’al più mere opinioni, semplici parole. Parole pesanti come pietre.
Nel capitolo “Rita A.” la CTU ignora aspetti fondamentali della vita della nonna di Manuel e
tratteggia una figura del tutto irreale. Nel corso dell’unico colloquio una CTU distratta e frettolosa riesce a distorcere l’intera vita coniugale della Signora A. e a fraintendere le stesse parole della Signora, arrivando a ignorare come un atteggiamento non sereno e neutrale del Consulente Tecnico possa influenzare direttamente i comportamenti del periziando.
– Il Collegio Giudicante del Tribunale per i Minorenni finge di ignorare il conflitto che ha
aspramente contrapposto gli psichiatri del CPS e del San Paolo alla Signora Lara T.
Il Collegio Giudicante ritiene che l’adeguatezza e la completezza della CTU sia dovuta anche alla
raccolta di copiosi elementi raccolti dalle consulenti negli incontri avuti in particolare con il CPS di Corsico.
Il Collegio Giudicante finge di ignorare, insieme alla CTU, che questo CPS più che neutrale fonte di informazioni sulla storia clinica della Signora Lara, di quest’ultima ne è, di fatto, la principale
controparte in questo procedimento.
E’ per questo che la relazione di CTU finge di ignorare la grande diversità e il profondo contrasto
esistente tra i giudizi espressi dal CPS sulla Signora Lara negli atti del procedimento redatti prima del dicembre 2013 e quelli espressi negli atti del procedimento redatti dopo il dicembre 2013.
Nella segnalazione urgente al Tribunale per i Minorenni redatta dal Dott. Di Lello il 6 novembre
2013, viene riportata la seguente valutazione della Signora Lara, sia nel periodo in cui era in stato interessante che dopo il parto, durante l’accudimento del piccolo Manuel insieme alla madre Rita nella loro casa di Cesano Boscone:
Il discreto equilibrio psicopatologico è sembrato protrarsi non solo fino alla
data del parto, quando diversi colloqui psicologici e una consulenza psichiatrica
non hanno elementi di scompenso acuto in atto, ma anche nel trimestre
successivo, quando numerosi riscontri indiretti (forniti da operatrici del CPS
durante visite domiciliari settimanali e volontarie del “Club” di Corsico in varie
occasioni di incontro) e alcune viste psichiatriche con lo scrivente hanno
confermato la persistenza di una sufficiente sintonia idetica, affettiva e
comportamentale, e anzi forse un suo miglioramento tale da suggerire la
presenza di discrete capacità genitoriali, per quanto necessitanti di continuo
supporto da parte della madre.
Nel capitolo, invece, della relazione di CTU avente per titolo “Colloquio con la curante della
signora T.”, svoltosi il 26 giugno 2014, apprendiamo che la D.sa Magnolfi subentrata al Dott. Di
Lello come medico curante del medesimo CPS nel febbraio 2014, sulle due signore riferisce alla
CTU quanto segue:
La patologia psicotica è seria e di difficile modificazione, tanto che non si sono
mai rilevati macroscopici cambiamenti del quadro clinico.
… Permane un nucleo patologico psicotico estremamente grave che non ha
modificazione;
… Sempre i curanti riferiscono che la signora ha riflessi molto rallentati e ha
difficoltà nellʼelaborare strategie di problem solving* e di adattamento ad eventuali
situazioni che possano insorgere improvvisamente.
… La madre. signora Rita A., non è mai stata presa in carico, ma i curanti la
ritengono un elemento sehizofrenogenico.
… Altro elemento specifico rimane la relazione con la madre che, a detta dei
curanti, è pervasiva, simbiotica e intrusiva tanto da non essere possibile una
reale separazione fra le due: ciò causerebbe un grave e pericoloso
scompenso che potrebbe essere molto lesivo nei confronti della perizianda.

(N.d.r.* L’espressione inglese ‘problem solving’ indica il processo cognitivo messo in atto per
analizzare un problema ed escogitare una soluzione)
Difficile immaginare un contrasto così profondo e opposto di valutazioni psicodiagnostiche su due medesime persone.
A sostegno della veridicità di quanto sostenuto dal Dott. Di Lello in questo passo, va rilevato il
fatto, di grande importanza, che egli abbia espresso quei giudizi positivi pur sapendo che in quel periodo la Signora Lara non assumeva alcun farmaco da parecchi mesi e pur sapendo che lei lo aveva appena denunciato alla magistratura insieme ai suoi colleghi dell’SPDC.
Ci pare evidente che in merito alle valutazioni sulle due signore esistano agli atti del procedimento due CPS di Corsico completamente diversi fra di loro:
– un primo CPS che si è espresso sulla mamma e sulla nonna di Manuel prima della
conferenza stampa dell’associazione “Dalle Ande agli Appennini” del 18 dicembre 2013,
nella quale sono stati resi pubblici sia il fatto che il Dott. Di Lello aveva prescritto alla sua
paziente Lara T. in stato interessante due farmaci nocivi al feto, sia il fatto che gli psichiatri
dell’SPDC del San Carlo avevano obbligato con la forza la Signora Lara ad assumere
neuolettici che avrebbero interrotto l’allattamento del piccolo Manuel di 3 mesi e mezzo;
– un secondo CPS che si è espresso sulla mamma e sulla nonna di Manuel dopo la medesima
conferenza stampa.
Ci pare evidente che la CTU, tanto magnificata dal Collegio Giudicante, abbia dato ampio risalto
alle dichiarazioni del secondo CPS e abbia completamente ignorato quelle del primo.


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